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venerdì 29 marzo 2013
we are improving - everyday.
So organizzare una fuga? Son maestro in fantasie represse, studio dei dettagli immaginifici, messa in opera della evasione incompiuta. Le vedi quelle dita veloci, guarda quel dondolio sfrenato, ascolta il movimento sordo della lingua? Quasi un sospirato passo in avanti verso la nota successiva. Il futuro della interpretazione. Il pezzo mancante, originale, diverso. Oltre quelle listarelle mobili perennemente abbassate c'è il mondo: la città fremente, gambe nervose, vortici di pensieri e di azioni e di abbaglianti. Tu scatola vuota potresti contenerne tutta la varietà, te ne nutri fino alla nausea e nel momento in cui potresti liberartene, finalmente, ricacciandola fuori, la reingurgiti, perché non vuoi privartene, non vuoi rimanere solo, vuoto... Il deserto incombe, arido secco immenso. Il buio attende che tu lo penetri, che riesca a raggiungere la proiezione del tuo essere, ad aprirlo all'altro, a permettere che visiti e si fermi se vuole, se può. Non sa restare, non interessa, non condivide. Vicini, stretti, liquidamente congiunti, ma estranei, solidamente freddi, fisicamente alieni. Sorrido per circostanza reiterata e compulsiva, ripeto ossessivamente gli stessi gesti, mi accaloro e mi gelo, mi anniento e mi moltiplico nell'apparente fugace intreccio passionale. Son bravo a uscire di scena, consapevole tristemente della mancanza, della perdita, ma intrinsecamente slegato dalla dolcezza di un vero abbraccio, segnato dalla lacrima rivelatrice, sorpresa inaspettata: scelgo di non essere, so lasciarmi andar.. via...
it's a shame on me
fonti:
filmosofia,
musica classica
mercoledì 21 aprile 2010
requiem del tempo presente
L'ultimo tocco su quella tastiera, le mani hanno accarezzato la partitura e ha spiccato su tutti i brani un lacrimosa non rigoroso, anzi… ne è sgorgata una scrittura di ampio respiro dalla struttura armonica e dall'articolazione sanguigna come un pianto a stento trattenuto.
Con insistenza si diffondono voci circa la leggenda secondo la quale avrebbe composto questa messa per il suo funerale. Ma è una stupidaggine, tutti sanno che è proprio immensamente lontano dai suoi desideri essere protagonista di uno spettacolo così lugubre e strappalacrime.
Vorrebbe soffiare fuori l'ultima azione in completa solitudine e l'ultimo viaggio vorrebbe compierlo lontano da sguardi indiscreti e commemorazioni false. Sceglierà una fossa comune, il precipizio accanto a stranieri, l'ultimo contatto con ossa sconosciute, la buonanotte accantonata con il mondo tutto, senza nome, senza epigrafe, senza lapide… una partitura incompiuta, una stesura parziale la cui paternità non sarà mai dimostrabile.
Buio e silenzio, il giorno si dissolve d'un tratto, scintille si spargono dappertutto, una tromba diffonde suoni meravigliosi e un piano forte stupirà morte e dolore alitando un supremo senso di pace.
È eterno riposo et lux perpetua luceat eis
fonti:
musica classica
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