Visualizzazione post con etichetta post-rock. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta post-rock. Mostra tutti i post

mercoledì 5 marzo 2014

io, loro e voi, a nudo

Le mie radici affondano in anni di buio mescolati a sprazzi di luce da un amore smisurato per il gioco. Lo spirito è sempre stato quello di piantar semi a caso in tracce poco profonde e raccogliere non era l'obiettivo primario. E io emergo ogni volta inconsapevole della magia, mi levo su un paesaggio desolato e scarno, emergo da uno spazio immenso che mi strugge e m'atterra, intrisa nell'umore gelido che spira tra le scarne trame e posso solo aver voglia, di unirmi all'ondeggiante ballata, perché son ancora avvolta e confusa da inquietanti nebulose e sospinta e cullata dalla risacca. Il tempo, breve, di far capolino tra la spuma, uno, due salti in su, in giù, e tutto va via così com'era comparso, più rarefatto ancora, implode. Buco nero.


sì, è un disegno…?



Certo che so cos'è. È un continuo viaggiare attraverso sé stessi, il che può essere un'esperienza affascinante, ma anche molto dolorosa: un sacrificio enorme, privarsi di tutti gli inganni del quotidiano, di tutte le menzogne costruite ad arte per annegare la verità. Essere 'eterea', non essere una 'cosa'. Il tempo fornisce lo sfondo sul quale distendersi ed è la porta, a volte minuscola, a volte enorme, attraverso cui vado avanti e indietro, fuori e dentro. Esperienza oscura di straordinario intimismo, capace di proiettarmi in una dimensione quasi autistica, dove il mondo circostante diventa come eclissato da un sole nero, un male che non smette mai d'accadere e assiste a tutti, 'insetti in un blocco d’ambra'.

passo da Mattatoio n. 5, Kurt Vonnegut

In sottofondo tutto Dark night of the Soul, Sparklehorse

giovedì 4 aprile 2013

volo libero



la vicenda che mi accingo a narrare mi è stata confidata, quasi per intero e nel più impensato dei modi, proprio nella forma qui proposta.. ripercorro con malcelato fastidio questi anni e questi stati d'animo. Perché mai definiti stati poi. Nel mio caso mai stabile, e assolutamente poco incline alla pazienza. Sono poco disposta ad ascoltare la persona che mi fa dono delle sue intime confidenze, non ho alcuna capacità di consiglio, perché persa io stessa in vortici e baratri, ma ho deciso di educarmi all'empatia, devo assolutamente eseguire questa difficile, impossibile manovra: amicizia. Credo fermamente che possa liberarmi da decenni di chiusura? Sono o no la personificazione della contraddizione? Son trapassata migliaia di volte smentendomi. Anche stavolta l'intreccio produrrà un risultato.. quale che sia: fallimento o riuscita. Priva di condizionamenti, basterà cogliere l'essenza di ogni singolo gesto, accompagnarne il passo, seguire il tempo.

passo tratto da L'impazienza del cuore - Stefan Zweig