Visualizzazione post con etichetta fusion. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fusion. Mostra tutti i post

martedì 5 gennaio 2016

Love isn't always lovelier the second time around.

The only problem I see is I'm also good looking.

La passione per gli eccessi. Non riesce a capire coloro che si rifugiano nella realtà. Bellezza tanta e specchi deformanti del luna park. Boria tanta e battaglie perse.

Good, a second date seals the deal.

L'inizio è lontano dalla fine. In mezzo c'è l'illusione. Tanta. E le difficoltà del rincontrarsi. E l'ostinazione, e l'orgoglio e il volersi cullare nel sogno.

Love isn't always lovelier the second time around.

Le fette di salame agli occhi. La bramosia. Tanta. E la patina di falsità e il vegetare al di sotto della soglia di sopravvivenza, tagliati fuori da qualsiasi riscatto. 
Basta?

Soundtrack: Tom Waits. Little drop of poison.


sabato 26 settembre 2015

Capitolò.

Sguardo audace al passato e surreale al presente
Il futuro è un capitolo nuovo, la nuova sfida: non più celata dietro la coltre dei forse e ma perché?, ma orgogliosamente in evidenza in equilibrio con il tessuto trasparente e impalpabile di giovane sensualità che per la prima volta assottiglia le distanze con il mondo dell'irrimediabilmente lontano. 


Sono sensazioni sciolte, storie personali e quotidiane nelle quali prevalgono libertà e immaginazione. Tutto il superfluo è stato eroso e abbandonato per far sgorgare un unico abbandono, un sì limpido, liquidissimo, elaborato e sviluppato fino all’ossessione e allo sfinimento. 


Un oceano di suoni da attraversare e per farsi attraversare, si alternano nella struttura della pelle a anche più a fondo, brano a brano, senza che nulla intacchi l’uniformità e la forza dell'atto, vorace, potente che trascina e si fa trascinare nelle braccia e dalle braccia. Virus, contagio, cura, guarigione.



giovedì 30 aprile 2015

10mille.me

È cominciata con un paio di palleggi, sulla spiaggia, alla fine d'una giornata intera trascorsa al mare. Dopo la gara di tuffi, il panino e la birra, la passeggiata sul bagnasciuga, la partita a scopa, la noia si fa sentire, stai decidendo se fare armi e bagagli e andare, quando intravedi in controluce il su e giù di una palla al di là delle dune. In piedi li scorgi più chiaramente: tre tizi in cerchio.
Ti avvicini e li senti: ad ogni tocco corrisponde una battuta, ad ogni ricezione un pezzetto di racconto e tra uno scambio e l'altro costruiscono un dialogo, scrivono una storia. T'insinui tra loro. Il più piccoletto ti nota. Primo passaggio.
'Tocca a te!'. Nemmeno il tempo di rifletterci su. È come penetrare in una stanza buia, ma riconoscendo comunque i contorni delle cose, come slanciarsi nel vuoto, pur sapendo che troverai braccia pronte ad afferrarti. Secondo passaggio.
Ora sei parte dell'opera, un frammento della scrittura, tratteggiato a colpi di grafite, ricalcato a carboncino, estratto col taglierino, sagomato col bisturi, riempito con carta pesta, intarsiato con le sgorbie,  ridefinito a pennellate. Terzo passaggio.
È maschera che indossi e incarna un personaggio, è persona trasformata e nuova, è insieme di identità distinte e complementari, è gruppo di espressioni e di tipi caratterizzati e via via sempre più definiti.
È cominciata con un gioco, continua come una gioiosa partita. E via. Eterno passaggio.


giovedì 22 aprile 2010

in eterno bilico