martedì 5 luglio 2016

Begin.

The sunshine.
Estate alle porte.
Le ho chiuse tutte, ma continua a voler entrare.
I ricordi pure. E io continuo a regalarmi attimi di dimenticanza.
L'unico mezzo che non vorrei mai saper guidare è la macchina del tempo. Che mi riporti alla seconda metà degli anni duemila, con nello stereo brani crepuscolari strappa lacrime o pezzi solari da cantare a squarcia gola.

Il mio genere è già codificato e identificato, abbastanza declinato in retrospettiva, non ho sicuramente bisogno di futuristiche soluzioni o divagazioni psicotrope.
Disimpegno. Chi sappia offrirmelo s'affacci a quelle porte, e sfacciato ricorra ad ogni sorta di manipolazione, fonda melodie diverse, evochi tutti i cori divinamente armonizzati e le strumentazioni ardite pur di riuscire a replicare quel sound in un gaudioso crescendo fino all'apice digressione, perdita di memoria, annullamento.
Fuori schema.

There is nothing more to say.


From the future.
The sunshine.
Begin.

5 commenti:

  1. Risposte
    1. Non avrei voluto. È abbastanza inusuale. Fuori schema.

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  2. Pare che io sia riuscita a chiuderle quelle porte. E a parte il sole non entra nulla nè ricordi nè desideri.
    Non so però quanto bene sia.

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  3. Pare che io sia riuscita a chiuderle quelle porte. E a parte il sole non entra nulla nè ricordi nè desideri.
    Non so però quanto bene sia.

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    1. Io non farei entrare nemmeno il sole. La neve sì. Ho bisogno che si cauterizzino le ferite. Ma col ghiaccio.

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