lunedì 8 agosto 2016

Bad experience.

Una di quelle dalle quali non sai mai cosa aspettarti. Esordio fantasmagorico, fortunatissimo secondo atto, tanti momenti salienti, immerso nei rassicuranti e sferzanti temporali, piroettando e rituffandosi, avrebbe potuto essere un gigantesco calderone di generi, tradizioni, suoni e odori e invece s'è ridotto ad unico strumento, placido mare, voce sola, singolo estratto. Un vero peccato.

Tutto gira intorno al nucleo, paiolo instancabile mescolante la solita minestra, degli ingredienti innumerevoli, pizzico lì, manciata qui, q.b., in base all'occorrenza dell'affare, su suggerimento dell'affarista. L'apparecchiatura è perfetta. Il servizio ottimo. Il sapore? Non pervenuto. Il profumo? Neutro. Ma l'aspetto…

Cosa sia rimasto del luogo evocativo e dei vari personaggi, di quel villaggio scontroso, ma pacifico, placido, ma sferzato da correnti e sensazioni pure, non è dato sapere. Eccesso di sperimentalismo, esplosione smisurata, spericolate speculazioni, in superficie e, sottotraccia, nascosto da pieghe voluttuose, l'intenzione originale, raffinata e densissima, soffocata da fatti poco accessibili, che fan perdere il filo, complicata da seducenti e strutturati passaggi che rimandano e rimescolano e stordiscono e… non si trovan più gli antichi punti di riferimento.

Labirintite. Segui quello davanti, congiungiti con chi ti precede, carponi, con la bocca attaccata al suo ano. L'immagine è quella: Centipede, film, locandina e icona. Non la riproduco. È facile riportarla alla memoria. Io trattengo il respiro e rammento tempi semplici, elementari, palchi bassi e polvere, voci roche e parole da ascoltare, gesti e sguardi, note poco note, lacrime e sorrisi: struttura portante di musica e basta, si poggiava su un piano invisibile, magico. Quello che c'è, quello che manca. Stato d'animo trasmesso oltre. E quando ci si riesce, ecco, quella è la prova. Della grandezza.





Gil Scott-Heron, Locus Festival 2010.




Lo Spessore verso la Superficie.
Vince il primo. In segreto.
Ma sale in classifica la seconda.
Per salvare le apparenze.




… e noi che pensavamo di essere capaci
di indicare la strada
a qualcuno
ci siamo persi vagando
dove non c'è nessuno

‪#‎SassiScritti‬ #lImportanzaDiEsserePiccoli #CastagnoDiPiteccio
‪#‎Nadiani‬

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