mercoledì 15 dicembre 2010

bugiarda

Gli uccelli attaccano un chiasso atonale
non sincopato
da un albero all'altro,
canti di rugiada
le cui canzoni non hanno parole
da un albero all'altro
quando la notte si mette le sue lenti scure,
una su questa fronda, altre due là dietro.

- Le parole, come tutte le cose, colte nella loro finitudine.
Qui iniziano, qui finiscono
per quanto in alto si sollevino -
io lo so, e questo è il mio castigo,
e non amo mai nulla così tanto
da imprimere in me un marchio
e calarmi di colpo nella beatitudine.

Charles Wright

È una fase delicata. Uno di quei giorni in cui, quello che hai sempre desiderato è calpestato, quello che non avresti mai considerato si sta avverando, ciò che consideravi un cimelio da mettere all'asta non rende un centesimo, ciò che avresti venduto, appena acquistato, ti regala un sorriso a sorpresa. Sì ma mi diverto poco in verità. Ed è per rendere omaggio alla mia secolare indecisione che entro, mi guardo intorno, mi siedo cinque minuti, cerco nel menù qualcosa che mi piaccia, tanto ma troppo costoso, mi alzo, per niente a disagio, scivolo via e fuori alzo gli occhi all'insegna luminosa, smorfia di curiosità, come se non l'avessi mai vista. Questa è la scena mia preferita. Sembra un messaggio cifrato. Ma no, sei tu che credi che esista una comunicazione perfetta scritta. Io devo guardarti in faccia, cancellare ogni traccia di contraddizione, con una manata spostare tutti i fraintesi, evitare che si corrompa ogni utilizzo di inflessione, stabilire un rapporto stabile tra parola ed espressione, una convergenza e concordanza di codici di comportamento… voglio una pacifica ricezione di ogni tuo gesto. Ma se riesci ad essere talmente infida e oscura che nemmeno tu, rivedendoti, saresti in grado di riconoscerti! Oh, però ti diverti!

Sei il termine ultimo di un processo mistico. Metto fine alla serie di presagi e prendo posto insieme all'assoluto. Sostituisco ogni forma aliena, ti rendo fedele, enigma affascinante, unico scopo della vita, ma io avvolta dalla nube dell'incertezza, potrei in una sintesi suprema presentarti una o due, al massimo, ipotesi possibili relative alla natura del nostro amore, io incarnata e finita. No rinvio, ritrovo il mito, la metà di me non esiste all'infuori di me, nello slancio a possedere una verità potrei indebolirmi e perdere, sul serio, l'unica aspirazione, vera… alcune per anni, altre per un giorno.

Soltanto le cose inerti non aggiungono nulla a ciò che sono… la vita è il romanzo della materia.

14 commenti:

  1. @ Giardi: tutta nella mia matita… aggiungo e non cancello! :)

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  2. "La metà di me non esiste al di fuori di me".

    Siamo nati per essere un intero. Non un mezzo, né un tre-quarti.

    Scrivi da Dio.

    Un sorriso. Antonia.

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  3. infinite sono le ipotesi relative alla natura di un amore, se è amore.

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  4. la vita è la somma algebrica delle cose che ci succedono e quelle che non ci succedono.
    l'amore è l'incognita variabile fissa.

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  5. Concordo con Lorenzo. L'amore ci rende anche un pò indecisi.

    Baci

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  6. @ Antonia: sì, ho sbagliato credendo di potermi 'trovare' e 'ritrovare' in qualcun altro. Dentro me le origini del mio amore. :)

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  7. @ AdyHappyBorn: … se è amore. Proprio così. Son talmente indecisa. Son talmente volubile. Non so, però… vabbè stavolta diciamo che gli assomiglia proprio! :)

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  8. @ Lorenzo: per me ancor più variabile… ;)

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  9. @ Kylie: XXX:D io sono il non plus ultra allora! mi stupisco solo della mia 'persistenza' oggi come oggi! ;) Abbraccione

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  10. "La vita è il romanzo della materia" non potevi concludere in modo migliore. Il tuo blog è forse il "romanzo" della tua vita?

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  11. @ InneresAuge: questo cominciato in ritardo! :)))) rimarrà incompiuto! ;)

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  12. Insomma, tu vuoi rendere pubblica la nostra storia... il privato è politico, avevano ragione nel '68 ...

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  13. @ CarissimoAlli: Amore, giacché è impossibile che qualcuno capisca 'profondamente' le mie storie, siamo in una botte di acciaio inossidabile! :)))) quasi quasi scriverei i discorsi ai politici… 3)

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