lunedì 19 novembre 2012

nessuna tregua


Durante i raid israeliani sono rimasti uccisi più di dieci bambini. Che almeno si sono risparmiati un'infanzia atroce.




Le sirene hanno suonato in tutta Tel Aviv. Oddio, speriamo non abbiano svegliato nessuno!

Due esplosioni si sono udite a Tel Aviv. Netanyahu: "Scusate, è la mia suoneria".

Le forze israeliane hanno colpito 120 obiettivi all'interno della Striscia. Che è diventata una Linea Tratteggiata.

Come fanno due, diversissimi, complicati, orgogliosi a trovarsi e rimanere amici nonostante la profondità della voragine che li separa? Necessaria l'esperienza, fondamentale la spontaneità. Uno intrattiene, l'altro trattiene. Colonna sonora condivisione, trama battere e levare. Sulla linea d'onda le loro parole si inseriscono e suonano alla perfezione sulle cinque righe dello spartito e creano la comune armonia. C'è chi la esegue in maniera rigorosa, chi ne fa uno spettacolo divertente. La musica li guida, li unisce e li contrappone lasciando sempre lo spazio e l'accordo ideali, quelli in cui ci si muove liberamente e rispettosi, consapevoli e attenti, mandano in scena ogni giorno una sinfonia mirabile. Accelerano, si rilassano, arpeggiano su quelle corde, disegnano un vuoto in cui si perde volentieri, gli scenari avvolgono e ipnotizzano, amplificano il dolore e la felicità fino ad apici impensabili. C'è un'invenzione che mantenga quella visione mistica? C'è il momento dell'arcano risalire, dello slancio e quello della distorsione, del truce avvitamento, del ricadere. Ritmo che sostiene collassa e precipita. Non penso che riuscirei a perdonarmi una simile debolezza, l'assillo della conclusione e l'insorgenza dell'ombra quotidiana mi inducono al paradosso e all'ambiguo, tutta protesa alla vitale danza orgiastica, congiunta e sposata da una cifra romantica, non da un cerchio dorato. Il nostro è un modulare opposti e paradigmi, nei quali mi istruisco e mi educo proprio perché vorrei che la pausa, quella che rimane lassù, schietta frattura e coloritura intensa, abbagliante, non definisca, non racchiuda. Non son fatta per la pace.


Un cameraman palestinese ha perso una gamba. Venendo promosso a "Telecamera".

Trovo allucinante che si parli tanto dello scontro fra israeliani e palestinesi, e non dell'accorpamento delle province di Pisa e Livorno.

Ban-Ki-Moon lancia un appello contro le violenze a Gaza. 3 Morti.



Non so se ho più cicatrici sul corpo o nello spirito.

Frasi pronunciate da un tizio con cui vado molto d'accordo, e ancora non ci siam visti chissà poi..., scrive su Spinoza e sul suo spinoso (e per questo motivo) adorabile blog, Dan, per gli amici 11, anche su Twitter.

19 commenti:

  1. SEMPRE PIU' DIFFICILE AVVICINARE I BORDI

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  2. eh, ci stavo appunto pensando che ci lamentiamo noi dei nostri governanti, ma c'è chi è messo peggio.
    già dire che gli israeliani siano simpatici è un'impresa, quando poi gli salta lo schiribizzo (e capita spesso) frenare l'antipatia e di rimbalzo quella verso gli usa amici nuoce alla salute.
    voglio pensare che come noi la gran parte di loro "sopporti" rassegnata i minchia missili cercando un modo per dissociarsi.
    (sto mondo si sta affollando di alienati senza nemmeno scomodare gli altri pianeti).
    in nome di principi (con entrambi gli accenti) che la gente comune neanche ha il tempo di ricordare, gli unici incolumi e illesi sono gli eserciti nelle missioni di pace perchè la guerra oggi si fa alla radice.
    li si va a prendere nelle culle e poi la si mena anche per le sofferenze patite a suo tempo.
    mah!

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    1. pur conservando dei sani principi di neutralità non posso fare a meno di ascoltare i racconti di amici cooperanti nella striscia, e poca voglia di saperli simpatici gli Israeliani

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  3. A me non è che me ispiri molta fiducia questo "tizo" che ha detto tutte stè cose...

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  4. Un post molto chiaro, a quale non voglio aggiungere altro (già sai come la penso)... anche perchè, sto cercando di non bestemmiare.

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    1. liberalizziamo la bestemmia, nessun captcha qui :D

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    1. infatti, son meno sensibile io :p

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    2. Non è ironico che il mondo manifesta più simpatia per i palestinesi tanto irresponsabili da volere essere ripresentati da un'organizzazione il cui statuto non è meno che l'islamizzazione di tutta la Terra Santa, di quella espressa per le parecchie migliaia di siriani morti combattendo per la democrazia?
      Sapendo che Hamas ha la responsabilità per quanta riguardo tutti i palestinesi di Gaza, avrebbe dovuto capire dalla notte di tempo che la bellicosità contro Israele non apporta nulla di bene al palestinesi. Ma per tali organizzazione non importa, continuano comunque poiché l'Iran e la Siria vogliono spargere la guerra. Hamas come altri movimenti in Gaza ripresentano piuttosto gli interessi dei regimi di Iran e di Siria che quelli dei palestinesi. Ma si direbbe che i palestinesi di Gaza siano molto lenti da capire.
      È precisamente questa la loro vera tragedia.

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    3. non giustifico i metodi terroristici, ma condanno allo stesso modo i regimi che fanno del terrore linea di governo e ragione di vita.. andare alle origini di tanto odio è difficile quanto dare un giudizio oggi. Mi esimo dal dimostrare simpatia a chicchessia: ho sotto gli occhi una cartina, con confini e colorazione diversa. Questo non basta, ma è importante, senza stare qui a considerare il differente peso politico e diplomatico e gli appoggi di grandi potenze economiche e belliche.

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    4. Si tratta ovviamente di un soggetto molto sensibile, e purtroppo in Europa siamo sempre informati o male, o in modo troppo unilaterale. È come se l'Europa avesse un complesso di colpa come quello manifeste della NU. Come se Israele dovesse pagare per il fallimento degli accordi del 1947, o per il privilegio di vivere da sé..

      Se fosse vero che l'Israele praticasse il terrorismo, Gaza non esisterebbe più. Israele è comunque una vera democrazia, se oggi la democrazia vale qualcosa. Ma è ovvio che se Hamas avesse i mezzi armati, Israele non esisterebbe più.
      Nessun Stato del mondo è obbligati di tollerare di essere il bersaglio di fanatici cerchi. Sono anche sicuro che gli italiani non tollererebbero mai che ogni tanto per provocare o soffiare sulle brace di una guerra, un vicino lancia i missili di lunga portata sulle città italiane.
      So che a volte gli israeliani reagirono in modo esagerato, ma ricordiamo che l'indomani della dichiarazione di indipendenza di Israele nel 1948, lo Stato fu invaso di cinque Stati Arabi (l'Egitto, il Giordano, la Siria, il Libano e l'Iraq) con l'appoggio militare di quattro altri (il Marocco, L'Arabia Saudita, il Yemen ed il Sudan). Il mondo intero pensava allora che fosse finito per Israele. In effetto se Israele avesse perduta questa prima guerra, non ci sarebbe più.
      Buona serata

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    5. Io credo solo che dipenda da quale parte del muro nasci.
      Prendere le difese dell'uno o dell'altro, così come criticarne gli intenti politici, in una guerra millenaria, in un contesto totalmente differente dal nostro, è demagogia nel migliore dei casi, tifo nel peggiore. Rimane solo una grande verità: noi ce ne stiamo belli tranquilli a sparare sentenze dietro al nostro schermo e ad ascoltare l'editoriale di qualche politico interessato o pagato da qualche esportatore di armi e democrazia, nel frattempo la gente si ammazza per difendere credenze religiose di cui non vi è nessuna certezza.

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    6. Nessuno mette in dubbio che giudicare dal di qua non sia proprio obiettivo, anche se nutro dubbi al riguardo. A questo punto non dovremmo esprimere opinioni nemmeno sui vicini che ci scaricano addosso ogni tipo di merdata, potrebbero non avere adeguati sacchi rifiuti. Ripeto: conosco persone che vivono la situazione dal 'vivo' sia da una parte che dall'altra e non mi sembra che siano demagogici quando affermano (gli uni e gli altri non affetti da 'malattia' religiosa) che le condizioni dei palestinesi non siano delle migliori.. poi ri-ripeto: per me il problema principale è proprio quel 'credo' (politico, religioso che sia) che non ammette dubbi, reticenze e diversità.

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    7. C'è comunque una differenza tra quelli che ripresentano un popolo e comporta in modo irresponsabile, coloro che sono finanziati generosamente da certi Stati, ma in luogo di fare costruire ripari, ad esempio, per il loro popolo, preferiscono comprare armi e razzi sempre più efficaci sapendo molto bene che ogni volta un solo razzo è lanciato, i palestinesi di Gaza sono esposti al pericolo delle rappresaglie israeliane senza equivoco.
      Si direbbe una messinscena perversa, crudele, completamente superata e tragica.
      Ma sono anche d'accordo con te, ed anche un po' con MagneTICo, benché a volta i muri li si costruiscono da solo, a forza di troppo rivendicare.

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  6. Nonostante la recente tregua, dubito molto sulla pace tra israeliani e palestinesi, che però dipende solo da loro.

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