lunedì 27 settembre 2010

Ancora

Iago è tornato. Lingua di verde dipinta, tutto nero come un corvaccio. E sta sulla spalla, apprestato al tuo orecchio, Otello, inesperto e ingenuo. Bimba mia fuggi, dammi la mano, ti salvo io. Non è posto per te, questo. Salgo sul palco e ti porto via. Me lo posso permettere, spicco un salto lungo, sopra le poltrone delle dieci file che ci separano, giù dalla balconata, ridò vita alla storia e ti restituisco la libertà. Gran bello spettacolo, tutto fedele alla scrittura, rilettura fedele e sincera. Non dice bugie, perché dubiti? Non è assolutamente un sacrilego sortilegio, chi ha mai potuto farti pensare queste assurdità? È un burattinaio crudele, colui che dietro le quinte si confida con Iago, spiffera una versione interessata e quella sottile e viperina s'insinua, scivolando dalla sua biforcuta all'incredulo e oscuro innamorato. Che brutte quelle corde; strette, infilate in meccanismi precisi e cattivi, sfìlati, non siamo obbligati, possiamo recitare la parte che più ci aggrada. Non è questa vita. Taglio quei fili e ti isso sulle spalle. Inanimata tu mi sorridi e piangi. Grande è la gioia, breve è la tua vita da donna, breve quanto due lacrime lunghe. Le bacio e penso: Meglio morti che legati e prigionieri. Brabanzio ci saluta di lontano, inquadratura dolce, note delicate di mandolino.



The robbed that smiles steals something from the thief.

20 commenti:

  1. "Meglio morti che legati prigionieri".
    Spettacolare questo post ci è piaciuto un sacco...l'uso di personaggi scontentualizzati, gustoso dvvero.
    nOi ormai siamo affette da una sorta di insonnia cronica...abbiamo creato un mondo notturo e mentale in cui vagare...
    Pesanti sensazioni.
    Un buon inizio settimana iO e Alice

    RispondiElimina
  2. il burattinaio sarà crudele, ma anche Iago è tradizionalmente un bello st**onzo :)

    A volte si ha troppa paura di cosa potrebbe accadere una volta recisi quei fili.

    Un abbraccio

    RispondiElimina
  3. @ Alice&…: il mio adorato Pasolini m'ha colorato la lingua e il viso di verde per slegare per sempre quei fili odiosi! che meraviglia di film!

    RispondiElimina
  4. @ Alekermit: alleati nel male. In Pasolini l'uno aveva l'espressione e i modi di fare di un impiegato innocente, l'altro aveva la faccia di uno degli attori comici italiani da me preferiti in assoluto. Non avrebbe dovuto essermi antipatico… era così geniale il regista, così verde e bravo che anche essendo Totò ci è riuscito.
    Un abbraccio anche a te, Ale! :)

    RispondiElimina
  5. Soltanto sotto i tuoi piedi era notte.
    Eri prigione di musica,
    dalla musica catturata
    che tentava fuggire
    in ogni tuo gesto,
    ma che uscir non poteva
    e s'affacciava come un bimbo
    ai vetri dei tuoi occhi limpidi.

    RispondiElimina
  6. @ Giardi: come un bimbo… vedrò di tenere a mente! che calore e che musica! :) leggerò più versi suoi! grazie

    RispondiElimina
  7. grande guglielmo e grande ppp
    iago: io non sono quel che sono
    un suggerimento: ascolta la canzone la giulia bianca di flavio giurato
    stay free

    RispondiElimina
  8. @ Eustaki: la sto ascoltando. Grazie.

    RispondiElimina
  9. i fili , le lacrime.. quantifichiamo troppo quello che siamo, quello che ci tieni in vita..
    brevi o lunghi che fossero, che gran bel post! :)

    RispondiElimina
  10. Il testamento finale del Principe della Risata, balzatomi agli occhi dopo la lettura di un post devastantemente bello... (si potrà dire?)

    Tropè sei eccezionale.

    RispondiElimina
  11. @ Dani: fili e lacrime, prese a caso, mi piace questa tua associazione, di lunghezza e di durata! gran bel commento! ;)

    RispondiElimina
  12. @ Silas-flannery: grz, grz, grz!

    RispondiElimina
  13. @ Boccalarga: che Totò che Totò e lo dico a un suo corregionale devastantemente simpatico!

    RispondiElimina
  14. Scusa se non commento assai, ma più ti leggo e pur piacendomi non capisco! Sono così ignorante? O molto di più? Intendiamoci: concettualmente ci sono.
    P.S.
    In copertina di Blog, chi è che l'ho già vista ma non ricordo? Mandami a quel paese quando vuoi...

    RispondiElimina
  15. Allora è Ancora. Non, Ancòra. Nel senso di ormeggiare alla fonda. Di qualcosa che getti sul fondo dell'abisso, e che da quelle tenebre liquide ti tiene legato a sè. Uno dei due, l'imbarcazione, è bloccata sulla superficie del mare. L'altro, l'Ancora, pur di non farti scappare se ne sta nella melma. E ti tiene lì.

    Ancòra.

    Yang

    RispondiElimina
  16. @ Roby: non c'è nulla da capire, o meglio non è rebus con soluzione, è un cento/mille/milioni di pezzi che ognuno può mettere insieme come vuole a comporre quel che vuole. Ed è anche quello che faccio io, faccio capolino sul mio inconscio, vengo fuori e mi nascondo.
    In copertina di blog? in cima? son io! :)

    RispondiElimina
  17. @ Yang: sarebbe lunga! Àncora, ancòra… ci si stacca, o si rimane legati quel tanto che basti a pregare il prossimo che passa di slegare… Àncora, ancòra! :)

    RispondiElimina